Regia Periferia di Napoli, anni Ottanta. Felice, dieci anni, vive con la famiglia in una palazzina fatiscente, in un quartiere dove povertà e violenza soffocano l’infanzia e il futuro sembra già scritto. Solo i sogni rappresentano una via di fuga. A incoraggiarlo c’è la maestra Giulia, mentre le imprese di Neil Armstrong, dalle pagine del suo sussidiario, alimentano l’immaginazione: forse anche lui potrà lasciare Pianura e arrivare sulla Luna. Per riuscirci, però, dovrà affrontare l’angoscia più profonda e dolorosa: quella del distacco. Si può cambiare il passato? Ed è vero che chi è nato tondo nun pò murí quadrato? L’esordio alla regia di Fortunato Cerlino, tratto dal suo romanzo Se vuoi vivere felice, sostenuto da un magnifico cast e dall’intensa interpretazione del giovanissimo protagonista Mario Di Leva, è un gioiello di poesia e speranza. Come afferma lo stesso regista: «Esiste un’uscita dall’inferno, ma quella porta la si può vedere solo ad occhi chiusi». Realistico e poetico, lontano da Gomorra, il film ci dice che il passato può essere illuminato e che il destino non è mai già scritto.